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Storia

La Rus di Kiev

Nel 988 il principe Vladimir fonda lo stato di Kiev, inizialmente pagano. Il nuovo stato viene organizzato in questo modo:
Esiste un grande mare di comunità slave, che si sono sviluppate in società di tipo patriarcale. Si creano piccoli fortini presidiati da degli avventurieri denominati Varjaghi, e ogni fortino era comandato dal principe di questi. Intorno ai fortini nasce il Possad, un sobborgo destinato a mercanti e artigiani.
Tra i vari principi si crea un sistema di rotazione; non si tratta di un vero e proprio feudalesimo sul modello europeo, in questo caso abbiamo una sola stirpe di principi, la famiglia degli Jurikidi, ognuno di quali occupa una sede a seconda dell’importanza ricoperta nella famiglia. Quando uno dei principi moriva avveniva la rotazione. Ciò significa che non si poteva dare continuità amministrativa allo stato, per giunta il sistema generava continue lotte intestine, portando all’uso della forza per liberare le sedi.
Ben presto lo stato di Kiev si sgretola; l’ultimo principe è Jaroslav Il Saggio, morto nel 1054.
Il Cristianesimo, adottato poco tempo dopo la fondazione, è in effetti un aspetto di facciata, volta a far entrare la Rus nell’ottica dei forti stati dell’epoca.
Il nuovo stato era di fronte a tre scelte di tipo religioso, il Cristianesimo da Bisanzio, l’Islam o l’Ebraismo del vicino stato Khanato).
Vladimir scegli il Cristianesimo per favorire il commercio con Bisanzio; tale scelta è fondamentale per capire la Rus e la sua cultura.
Nonostante si sia portati a pensare che la Rus abbia preso la sua religione da Bisanzio, in effetti ciò è vero solo in minima parte. La conversione e la trasmissione della cultura cristiana è mediata dalla Bulgaria, potenza cristianizzata satellite di Bisanzio.
Questo perché i bulgari erano più vicini alle origini di Kiev, e ciò facilita la conversione, dato che ci troviamo in un periodo in cui le lingue slave sono ancora più o meno simili.
A Bisanzio si leggevano e si trascrivevano in Greco molti testi laici; e in più esisteva una tradizione che interessava i campi giuridico, storiografico e scientifico. Di tutto ciò in nella Rus non filtra nulla, diversamente viene passata la cultura che si poteva trovare nei monasteri bulgari, comunque testi a carattere unicamente religioso. Quel poco che arriva di non religioso viene reso tale, essendo rimaneggiato perché aderisca ai canoni della religione.
La cultura scritta nella Rus è solo religiosa, fin dagli inizi; non penetra un elemento laico.
L’aspetto di intrattenimento della cultura era costituito dal Folklore, che non era scritto.
La letteratura è rito.
È da aggiungere che mancano classi sociali interessate a preservare la letteratura laica. Non esiste una borghesia, e inoltre mancava una terminologia adeguata (ad es. il verbo “amare” nello slavo ecclesiastico indica solo l’amore verso Dio).

Il sistema amministrativo dello stato di Kiev si dimostra presto precario, mancando la base necessaria del sistema fiscale. Esisteva la кoрмлениле (= nutrimento), cioè il metodo delle razzie dei regnanti. Quando il sistema diventa ingovernabile da parte di Kiev nascono nuove esperienze politiche.
All’apice della sua storia, il sistema di governo delle varie comunità era semplice: il principe governa il fortino, e i mercanti del Possad si autogovernano nel Vece, un piccolo consiglio che si occupa degli affari mercantili. Con il crollo di questo sistema amministrativo si hanno due possibilità: o il Vece prende il potere in tutta la città, spodestando il principe; o il principe sovrasta il Vece. Esperienze opposte, che si concretizzano al massimo in due città, rispettivamente Novgorod e Vladimir.
• Novgorod: è il 1136, viene cacciato l’ultimo principe e i mercanti instaurano il dominio del Vece in un sorta di repubblica oligarchica, che porta la città ad un rigoglio culturale, economico e politico, fintanto da far pensare che potesse addirittura di fatto sovrastare Kiev. La chiamano “la signora grande Novgorod”. Il loro rapporto con i principi è esclusivamente legato a servizi militari, che prevedevano l’ingaggio del principe e del suo esercito fino alla fine di una guerra, e tale principe, a sottolineare la preminenza del nuovo ordine amministrativo, prendeva il nome di Possadnik.
• Vladimir: è una città a 200 Km a est di Mosca, situata sul bacino del fiume Okà e dell’alto Volga. Vede l’avvicendarsi di due grandi principi, Juri detto “Dolgoruki” (=mano lunga) e suo figlio, Andreij Bogoljubskij (=amante di Dio). Juri è piuttosto illuminato. Cerca di ribellarsi al sistema di Kiev, e decide di instaurare un nuovo governo di tipo territoriale a Vladimir. L’ostacolo del Possad viene rapidamente eliminato, ma sorge anche il problema di una amministrazione diffusa sul territorio, concretizzabile solo con un supporto economico. Per questa ragione ogni attività produttiva viene tassata (questo spiega il soprannome del principe). Nasce il dominio di Vladimir, che prosegue col figlio di Juri, intorno alla metà del  XII secolo. I principi fondano delle fortezze sui confini e lungo i fiumi. Molte città sull’Okà verranno inglobate nella nuova realtà politica. Verrà fondato anche un piccolo fortino sul fiume Moskvà, vale a dire la città di Mosca. Da questi nuovi centri nasce l’area conosciuta come Anello d’Oro, le città-fortezza di Vladimir. Sotto Andreij abbiamo una fioritura artistica, per il trasferimento nella città del Patriarca della Rus. Abbiamo dunque un nuovo stato di tipo feudale. Si rende necessario avere un esercito autonomo, per il quale si cercano fondi. Comincia l’asservimento dei contadini ai militari. Scompaiono anche le Comunità Nere, cioè i contadini liberi esenti da tributi.
È ragionevole supporre che tra le due forme di governo sarebbe avvenuta da un momento all’altro una spaccatura netta, che avrebbe portato alla formazione di due stati contendenti l’eredità di Kiev, ma la storia smentisce questa supposizione riservando al mondo della Rus due eventi imprevedibili e decisivi.
• Nel 1204 viene bandita in Europa la Crociata. I soldati cristiani guidati da Riccardo Cuor di Leone operano il Sacco di Costantinopoli. Fino ad allora i commerci del mondo avevano sempre avuto come terminale Costantinopoli (Via della Seta e il Baltico). Poiché a finanziare la Crociata sono i banchieri Veneziani, essi tenderanno a circoscrivere a Venezia il commercio internazionale. Dunque mutano le vie del commercio. La Rus di Kiev aveva avuto la funzione di garantire le rotte commerciali tra Bisanzio e i Varjaghi. Quando cade il predominio di Bisanzio, Kiev si frantuma definitivamente in due parti.
La parte occidentale della Rus viene occupata nel corso del 1300 dalla Lituania, giovane stato feudale con necessità di terre e contadini da assegnare ai feudatari, che arriva a occupare la zona precedentemente chiamata Dnepr-Volkov (l’attuale Bielorussia). Nel 1385 si unirà federalmente con la Polonia, e ne nasce la Federazione Polacco-Lituana, di religione cattolica. La classe dirigente del nuovo stato sarà polacca, il che spiega la forte influenza occidentale che subiranno le popolazioni di quell’area.
• La parte orientale all’inizio del XIII secolo vedrà l’invasione dei Mongoli, che conosceranno in quegli anni una vera esplosione di potenza, dovuta sia ai vuoti di potere dei principali stati confinanti, sia alle alleanze con le popolazioni tartare ad essi vicine, sia alla figura del capo carismatico Genghis Khan, che concepisce un progetto politico intorno al quale riunisce gli altri capi mongoli, vale a dire una società patriarcale dedita alla pastorizia; tutto ciò che esulava da questa particolare ortodossia era da distruggere, in modo da “riportare il mondo all’antica nobiltà della steppa”. Per conteggiare i morti fanno piramidi di teste mozzate, visto che non sapevano contare. I Russi sottovalutano la forza di questa nuova popolazione che riuniva sotto di sé anche altri popoli tatari desiderosi di nuove terre, e decidono di affrontarli in battaglia campale. Sotto il comando di Vladimir nel 1223 presso il fiume Kolka, l’esercito russo viene sterminato dall’orda dei mongoli, guidati dal Khan Batu. I vincitori nella loro penetrazione sul territorio russo non risparmiano nessuna città, e sono causa di distruzioni totali fino in Polonia. Solo Novgorod viene risparmiata, poiché si compra la salvezza elargendo un tributo. Dopo la morte del capo supremo Genghis Khan, i mongoli si ritirano gradualmente dalla Russia, fino a rimanere in possesso solo della parte orientale della Rus, ad ogni modo solo un cumulo di rovine.  Si può dire che la Rus sia stata fortunata, perché arrivano più tartari che mongoli. I tartari hanno una cultura musulmana e cittadina, quindi risparmieranno i russi, che diventeranno fonte di tributi, e lasceranno rinascere qualche centro economico nella seconda metà del 1200.

In questo periodo Novgorod si dedica ai commerci col Baltico, disinteressandosi della Rus, che di fatto diviene un feudo dell’impero mongolo. La città di Novgorod si limitava a pagare un tributo, anche perché una nuova minaccia proveniva da occidente: i Cavalieri Teutonici.
I Cavalieri Teutonici erano dei genocidi, come dimostrava la distruzione dei popoli baltici. Sono monaci guerrieri nativi della Germania che con il pretesto di evangelizzare sterminavano le popolazioni; essi verranno sciolti dal loro Gran Maestro per diventare feudatari solo nel periodo della Riforma Luterana. Con Aleksandr Nevskij i Teutoni restano comunque confinati in Estonia. Quando Pietro il Grande conquisterà il Baltico i baroni tedeschi, discendenti dei Cavalieri Teutonici, giureranno fedeltà all’imperatore, e forniranno una buona parte di amministratori all’impero.

La rinascita russa del 1300 sarà operata da Mosca che, risparmiata dai mongoli perché considerata di poco valore, adotta una politica scaltra. Con la stabilizzazione della presenza mongola nella Rus, i dominatori chiedevano alle città russe un tributo, e nominavano un principe di fiducia in queste città perché garantisse la riscossione dei soldi. Il principe di Mosca si propone subito come il più solerte contribuente, e viene nominato “Gran Principe”. Con diverse trattenute più o meno evidenti riesce a pagare buone truppe, il che permette a Mosca di espandersi in ogni direzione, con la benevolenza dei mongoli. La Russia che nasce ora è una realtà completamente diversa dalla Rus di Kiev. Mosca si espande anche verso la parte orientale, intorno al bacino Volga-Okà. I perni dello stato non saranno più il Mar Nero e il Baltico (Nord-Sud), ma diventa il Volga, che va da Oriente a Occidente, e comunque gravitante molto più verso Oriente. L’espansione proseguirà verso Oriente, in territori non russi. Mosca prenderà la su amministrazione da Vladimir, quindi avrà un capo carismatico strettamente legato alla chiesa ortodossa. Nasce una monarchia eurasiatica autocratica fondata sull dominio assoluto e religioso dell’imperatori, con forti legami culturali con l’Oriente.

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