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Accordi su diritti industriali

Il regime fiscale dei trasferimenti internazionali di tecnologia nell'ordinamento italiano

I proventi conseguiti dall’impresa italiana a fronte del trasferimento all’estero di tecnologia mediante contratti di licenza concorrono alla formazione del reddito di impresa secondo le regole ordinarie, a prescindere dalla loro qualificazione in termini di canoni per la concessione di diritti di utilizzazione di opere dell’ingegno, marchi, brevetti, know-how, ovvero di commissioni per la prestazione di servizi di assistenza tecnica (la diversa qualificazione potrebbe invece rilevare qualora il soggetto percipiente non fosse imprenditore), nonché a prescindere dalla loro corresponsione secondo scadenze periodiche o in unica soluzione. Il corrispettivo pattuito viene computato al lordo, restando salva la facoltà dell’impresa
di dedurre i costi sostenuti per lo sviluppo della tecnologia trasferita in via analitica secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

Va ricordato che, qualora il trasferimento avvenga mediante cessione pura e semplice, il corrispettivo concorrerà alla formazione del reddito di impresa secondo la norma sulle plusvalenze (art. 86 Tuir).

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