📁
Russia Portale sulla Russia, con informazioni sul consolato italiano a San Pietroburgo e ambasciata italiana a MoscaRussia
Adempimenti formali

Imposte dirette

Imposte indirette e dazi doganali

Le attività di distribuzione commerciale effettuate da una impresa residente in Italia direttamente ad un utilizzatore nel territorio della Federazione Russa o indirettamente tramite un distributore, un agente o comunque un soggetto terzo non danno luogo, di norma, a fenomeni rilevanti ai fini delle imposte dirette. In nessuna di queste ipotesi, infatti, si realizza il presupposto impositivo richiesto dalla normativa russa in tema di imposizione diretta che, come già detto nella parte statica, per una società non residente richiede l’esistenza sul territorio di una stabile organizzazione e coincide con tutti i redditi di fonte nazionale.

Non sembra integrato il presupposto per l’applicazione della ritenuta alla fonte che normalmente colpisce i redditi di fonte russa percepiti da un soggetto estero e non relativi ad una stabile organizzazione del medesimo sul territorio russo, la cui disciplina è anch’essa stata esposta nella precedente trattazione. Dal 2002, infatti, la ritenuta alla fonte viene applicata solo su determinate categorie di redditi, tra i quali non sono compresi i proventi derivanti dalla vendita di beni o dalla fornitura di servizi da parte di società estere, sempre a condizione che le attività non vengano svolte attraverso una stabile organizzazione.

Se quindi l’attività di distribuzione commerciale da parte dell’imprenditore italiano non avviene tramite una struttura che integri la stabile organizzazione, ma viene effettuata direttamente nei confronti di operatori russi o comunque tramite soggetti terzi, non verrà considerata detta attività come rilevante ai fini di una tassabilità nella Federazione Russa dei relativi proventi.

A tal fine, si ricorda che la definizione di “stabile organizzazione” di cui alla vigente Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Russia (stipulata il 9 aprile 1996 ratificata con legge 9 ottobre 1997 n. 370 ed efficace dal 1° gennaio 1999) è quella di “una sede fissa di affari in cui l’impresa esercita in tutto o in parte la sua attività”.

Nessun dubbio quindi se l’attività viene svolta tramite soggetti terzi, quand’anche esista sul territorio russo una installazione utilizzata però ai soli fini di deposito, esposizione o consegna dei beni dell’impresa, posto che quest’ultima, per le disposizioni di cui all’art. 5 terzo comma della citata Convenzione, non costituisce di per sé stabile organizzazione.

Qualche dubbio può sorgere, invece, in merito alle operazioni effettuate tramite agente, quand’anche esso goda di uno status indipendente.

Se infatti l’impresa non residente opera attraverso un agente che abitualmente agisce nel territorio russo per conto di questa, esercitando poteri che gli consentono di concludere contratti a nome dell’impresa, per espressa disposizione convenzionale (art. 5 quarto comma della Convenzione) si considera che tale impresa abbia in Russia una stabile organizzazione in relazione all’attività che l’agente esercita per l’impresa, con le ovvie conseguenze ai fini dell’imposizione diretta. Nell’ultima parte dello stesso quarto comma viene tuttavia espressamente esclusa l’ipotesi in cui l’attività di tale soggetto sia limitata all’acquisto di beni o merci per l’impresa che, pertanto, non determinerà il riconoscimento dell'esistenza sul territorio russo di una stabile organizzazione dell’impresa medesima.

Parimenti accade poi nel caso di impiego di un mediatore, di un commissionario generale o di un altro intermediario, per quanto indipendente, dal momento che non viene riconosciuta la sussistenza di una stabile organizzazione dell'impresa non residente, solo a condizione che dette persone agiscano nell’ambito della loro ordinaria attività (art. 5 quinto comma della Convenzione).

Imposte indirette e dazi doganali

Di regola, le imprese straniere che operano sul territorio russo sono soggette, ai fini delle imposte indirette, agli stessi principi ai quali sono sottoposte le imprese residenti che effettuano la medesima attività imprenditoriale.

L’importazione di beni nella Federazione Russa dà luogo alla soggettività all’imposta sul valore aggiunto, la cui aliquota ordinaria, lo si ricorda, dal 1° gennaio 2004, è pari al 18%. E’ tuttavia prevista su talune tipologie di beni un’aliquota ridotta al 10% e alcune specifiche esenzioni per le quali si rinvia all’apposita sezione.
L’importazione di beni nel territorio russo comporta, inoltre, l’applicazione di dazi doganali, il cui ammontare varia in considerazione della tipologia di beni e del paese di origine. Sul punto si rinvia comunque a quanto esposto in precedenza al cap. 16.2.

Argomenti nella stessa categoria