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Il mercato dei capitali

I titoli del debito pubblico

I titoli del debito pubblico in Russia presentano un mercato molto attivo caratterizzato da un elevato turnover. Si distinguono le seguenti tipologie di titoli:
a) Tresaury bills (GKOs);
b) Federal loan bonds (OFZs);
c) Titoli denominati in valuta e negoziati off-shore.

Buoni del tesoro a brevissima scadenza furono emessi per la prima volta nel maggio del 1993; nel 1994 furono introdotte le scadenze a sei e dodici mesi. Le negoziazioni in GKOs sono organizzate al MICEX, organismo che funge pure da depositario di tali strumenti finanziari così come da clearing e settlement agent.

Nel triennio dal 1995 al 1998 gli elevati rendimenti garantiti dai titoli del debito pubblico produssero l’effetto di attirare ingenti flussi di fondi da altri mercati. Si consideri, inoltre, che il mercato dei GKOs e OFZs ha dato impulso a importanti innovazioni tecnologiche a supporto dell’attività di trading su strumenti finanziari che si sono propagate all’intero paese. Nell’arco di 4-5 anni, tale mercato si è evoluto dalla condizione di piccolo, quasi sperimentale, mercato dei titoli del debito pubblico, a mercato tecnologicamente avanzato e motore di sviluppo per l’intero sistema finanziario russo.

Nel periodo 1995-1997, i rendimenti annualizzati sui titoli del tesoro si collocarono ben al di sopra del 100%, raggiungendo talvolta la misura del 150%. Ciò, naturalmente, di pari passo con il declino del tasso d’inflazione ed il progressivo abbattimento delle barriere all’ingresso di capitali esteri, stimolò l’interesse degli investitori esteroresidenti. Dopo il collasso del mercato nell’agosto del 1998, gli investitori esteri erano titolari di oltre il 30% dei fondi congelati dal governo russo (40 miliardi di dollari) a seguito del default sul proprio debito. Tali fondi furono congelati in appositi conti fino all'aprile 1999, quando la maggior parte degli investitori accettò i termini di un piano di ristrutturazione del debito consistente nella conversione del vecchio debito in titoli di debito a lungo termine e basso tasso cedolare: tale nuovo debito poteva essere gradualmente rimpatriato ovvero, a sua volta, convertito in titoli corporate di aziende domestiche.

Il mercato dei titoli del tesoro conobbe una nuova fase di rilancio nel 1999 quale strumento al servizio dell’emissione del nuovo debito; successivamente, tuttavia, consolidò il proprio sviluppo al di là ed indipendentemente dal processo di ristrutturazione del debito pubblico, fino a recuperare, negli ultimi anni, volumi e liquidità.

Negli ultimi anni, in modo particolare nel 2002, si è assistito ad un rinnovato dinamismo sul mercato dei titoli del debito pubblico (GKO’s e OFZ’s) riconducibile a due eventi fondamentali: l’intensificarsi dell’attività sul mercato da parte del Ministero delle Finanze ed il forte incremento della liquidità che ha beneficiato i partecipanti al mercato, quale conseguenza del vasto afflusso di fondi derivanti dall’export. I forti guadagni legati all’export sono riconducibili agli elevati prezzi delle commodities russe sui mercati mondiali.

Il valore nominale dei titoli del tesoro sul mercato ha sperimentato un incremento sostanziale nel corso del 2002: da uno stock di 160,1 miliardi di rubli al 1° gennaio 2002 ad un livello di 217 miliardi di rubli al 1° gennaio 2003. I rendimenti hanno, invece, mostrato una tendenza al declino nel corso del 2002 nella misura del 3% circa, collocandosi a fine anno ad un livello di poco superiore al 13,5%, mentre il turnover giornaliero ha registrato un incremento del 10% ad un livello di 592 miliardi di rubli.

Il Ministero delle Finanze ha esercitato, indubbiamente, un’azione assolutamente incisiva sugli sviluppi del mercato del debito pubblico nel corso del 2002, proponendosi come uno dei principali (se non il principale) operatori di mercato: si consideri, al proposito, che la quota parte dei volumi scambiati sul mercato riconducibile all’intervento del Ministero ammontava al 40%.

Le ragioni del massiccio intervento pubblico sul mercato dei titoli di stato nel corso del 2002 erano da ricercarsi, sostanzialmente, nella necessità di migliorare le condizioni di rifinanziamento in vista dei massicci rientri sul debito estero, effettuati nel corso del 2003.

I prezzi sui titoli federali e del tesoro crebbero in modo particolare nel corso dell’ultimo quadrimestre del 2002, quale effetto di un massiccio intervento sul mercato della Banca di Russia. Tale intervento, in particolare, era finalizzato al rifinanziamento delle istituzioni creditizie mediante titoli del debito pubblico. Istituzioni creditizie e dealer in titoli pubblici incrementarono a loro volta l’operatività sul mercato al fine di riposizionare il proprio portafoglio finanziario secondo le direttive della Banca Centrale e soddisfare, pertanto, i requisiti di ammissibilità alle operazioni pronti contro termine in contropartita con la Banca Centrale.

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