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Il mercato dei capitali

Sviluppi dopo la crisi finanziaria

Capitalizzazione e turnover dei mercati azionari rimangono sostanzialmente bassi in termini relativi e la volatilità è tuttora percepita come elevata. Dal 1996, peraltro, a ragione della considerevole domanda, riconducibile in primo luogo all'interesse degli investitori esteri, i titoli di numerose compagnie operanti nei settori petrolifero, dell’energia e delle telecomunicazioni hanno raggiunto livelli considerevoli di liquidità.

I primi otto mesi del 1997 hanno visto un repentino boom del mercato degli strumenti finanziari in Russia il quale divenne, nella considerazione degli investitori internazionali, uno dei più appetibili tra quelli dei paesi emergenti.

Gli investimenti esteri, tanto in titoli del debito pubblico quanto in titoli azionari, crebbero in misura considerevole per poi cadere drammaticamente dopo l’estate del 1997, quale conseguenza di un mutato orientamento degli investitori verso i paesi emergenti in seguito alla crisi asiatica del 1997.

Il suddetto fenomeno in Russia trovò manifestazione in un imponente ritiro di fondi dal mercato dei titoli del debito pubblico, la cui conseguenza fu un rapido incremento dei tassi d’interesse ed il correlato crollo del mercato azionario del 20% in un giorno. Dopo una temporanea stabilizzazione del mercato all’inizio del 1998, nuove manifestazioni di panico presero corpo sfociando nel collasso degli ultimi mesi del 1998, seguito al default del debito ed alla svalutazione della divisa domestica nel periodo agosto-settembre.

Durante il 1999, la performance del mercato azionario russo fu tra le più consistenti nel panorama mondiale, con una crescita degli indici che si attestò sopra il 140% rispetto ai minimi registrati nel 1998.
Il trend positivo si protrasse nel 2000, alimentato da aspettative di stabilità politica e di miglioramento del quadro macroeconomico.

La volatilità dei mercati rimane comunque elevata e non è dato registrare progressi significativi sotto il profilo della liquidità e dello spessore dei mercati. Il mercato azionario russo permane vulnerabile in periodi di generalizzato clima di sfiducia degli investitori circa le prospettive dei paesi emergenti con conseguente incremento del premio al rischio.

Quanto al grado di apertura del mercato dei capitali, agli investitori esteri è garantito pieno accesso al mercato domestico russo. Gli stessi, peraltro, mostrano, non di rado, preferenza per l’investimento in ADRs (American Depository Receipts), generalmente negoziate over the counter, ove le regole sugli standard contabili US-GAAP non sono obbligatorie.

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