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Il sistema valutario

L’apertura di conti presso banche russe o banche estere localizzate sul territorio russo è disciplinata da apposite disposizioni amministrative della Banca Centrale. In generale, i soggetti residenti all’estero possono aprire conti presso banche russe o locali: le persone giuridiche sono tenute a presentare i documenti di costituzione e registrazione dell'impresa presso l’ufficio fiscale, mentre alle persone fisiche è richiesto il passaporto con visto.

L’apertura di conti in valuta locale presso banche locali è disciplinata dall’Istruzione della Banca centrale n. 93-I del 12 ottobre 2000. Tali disposizioni consentono ai soggetti residenti all’estero di aprire tre tipologie di conti denominati in rubli: un conto di conversione (conto di tipo K) sul quale far transitare tutte le operazioni bancarie in rubli e le operazioni di cambio delle persone fisiche e giuridiche, un conto “non conversione” (conto di tipo N) ed un conto specificamente riservato alle persone fisiche (tipo F).
Un successivo provvedimento amministrativo del dicembre 2000 (n. 96-I), consente alle persone fisiche e giuridiche di aprire conti speciali in rubli presso banche autorizzate. Si tratta, propriamente, di conti finalizzati e destinati, rispettivamente, al servizio delle operazioni di compravendita di valuta estera (conto di tipo S di conversione, sul quale, peraltro, non possono transitare operazioni connesse con la negoziazione di strumenti finanziari ovvero con l’incasso di proventi derivanti da detti investimenti), al servizio dell’investimento in titoli azionari, negoziazione ed incasso di dividendi (conto di tipo S d’investimento) ed all’effettuazione di investimenti di progetto (conto di tipo S di progettazione).

I soggetti residenti all’estero, persone fisiche o giuridiche, possono, inoltre, aprire conti denominati in valuta estera presso banche locali. A tal fine, le persone giuridiche devono esibire lo statuto societario, i documenti comprovanti la registrazione presso la camera di commercio d’origine e l’ultima delibera assembleare. Tali documenti saranno tradotti in lingua russa e sottoposti a convalida da parte di un consolato russo in Italia. L’apertura di conti valutari, tuttavia, è soggetta a limitazioni per quanto attiene all’utilizzo degli stessi: in effetti, tutti i pagamenti in valuta devono transitare sul conto bancario contro fatture; è, invece, inibito il ritiro di somme in contanti (salvo che per missioni all’estero documentate
dei dipendenti). Le suddette limitazioni non vigono per le persone fisiche: queste possono aprire conti in valuta semplicemente dietro presentazione del passaporto e versamento di un importo minimo da 100 a 200 USD in conto e, soprattutto, sono abilitate al prelievo di contanti.

Da tre anni, inoltre, è stata modificata la disciplina amministrativa dettata dalla Banca centrale in materia di proventi da esportazione. Attualmente, le persone giuridiche di diritto russo, comprese quelle a partecipazione straniera, sono tenute, entro 7 giorni dalla data di accredito sul conto valutario, alla conversione del 50% dei mezzi monetari ricavati dalle operazioni di esportazione della produzione.
Lo stesso obbligo si estende alle rimesse ricevute da soggetti non residenti, salve alcune eccezioni (tra le quali quelle legate ad apporti di capitale sociale, dividendi e utili distribuiti, crediti ricevuti).
Di converso, un’articolata normativa regolamentare della Banca centrale (Decreto n. 383-Y del 20 ottobre 1998, Decreto n. 519-Y del 22 marzo 1999 e n. 543-Y del 14 aprile 1999) regola l’acquisto di valuta estera finalizzata al pagamento di beni o servizi importati. A tal fine è necessaria la preventiva autorizzazione della Banca Centrale, concessa previo accertamento dei documenti giustificativi della transazione effettuata (sostanzialmente, i contratti stipulati col partner straniero). L'acquisto di valuta è effettuato dalla banca designata a valere sul conto in rubli del cliente, mediante prelievo di una somma di controvalore pari all’ammontare di valuta da acquistare: l’acquisto ha luogo entro un termine di 3
giorni lavorativi. Tecnicamente, si tratta di un’operazione garantita, poiché un controvalore di rubli equivalente a quello destinato all’acquisto della valuta è prelevato dalla banca e depositato a garanzia dell’operazione su un conto tecnico provvisorio.

Infine, il 10 dicembre 2003 è stata emanata una nuova legge avente ad oggetto la regolamentazione ed il controllo del sistema valutario (Legge n. 173-FZ della Federazione Russa), in abrogazione della precedente legge dell’ottobre 1992. La nuova legge valutaria semplifica, per molti versi, l’effettuazione di operazioni in valuta tra residenti e non residenti, eliminando gran parte delle restrizioni previgenti. Con riferimento a quest’ultimo aspetto, importante è il mutamento di prospettiva. Secondo il nuovo disposto legislativo, sono consentite tutte le operazioni valutarie non specificamente proibite. In precedenza, solamente le operazioni specificamente indicate potevano essere eseguite senza restrizioni: tutte le altre
operazioni richiedevano specifica autorizzazione della banca centrale. La nuova legge rovescia la logica, fornendo una tassonomia di operazioni per le quali delle restrizioni possono essere adottate; le operazioni non rientranti in tale tassonomia possono essere condotte liberamente senza restrizioni o controlli.

Ai sensi della nuova disciplina, restrizioni possono essere imposte con riferimento alle seguenti operazioni e trasferimenti tra residenti e non residenti:
• dilazioni di pagamento di oltre tre anni sull’export di alcuni beni (macchinari, apparecchiature, apparecchi elettronici e per la riproduzione audio e video, mezzi di trasporto terrestre e aereo);
• dilazioni di pagamento di oltre 5 anni connesse con l’esecuzione di costruzioni al di fuori del territorio russo;
• dilazioni di pagamento di oltre 180 giorni per l’effettuazione di operazioni non rientranti nei due punti precedenti;
• pagamenti a non residenti anticipati di oltre 180 giorni;
• pagamenti a non residenti anticipati di oltre 3 anni per l’import di determinati beni;
• acquisizione da parte di residenti da non residenti di interessi e partecipazioni in persone giuridiche.

La nuova legge, in particolare, vieta alla Banca Centrale la richiesta di autorizzazioni per l’effettuazione di pagamenti in valuta.
La Banca Centrale, peraltro, può richiedere che un ammontare fino al 100% dell’operazione in valuta sia costituito come riserva per un periodo massimo di 60 giorni nei casi di seguito elencati:

Per i soggetti residenti

• regolamento di operazioni di prestito a non residenti denominate in valuta estera;
• regolamento di operazioni di prestito a non residenti denominate in rubli;
• operazioni in strumenti finanziari esteri;
• operazioni non effettuate dalle banche;
• operazioni connesse con l’acquisto, da parte di residenti in contropartita di non residenti, di strumenti finanziari domestici.

Per i soggetti non residenti

• operazioni in strumenti finanziari esteri.

La Banca Centrale, inoltre, può imporre alcune restrizioni sull’acquisto di valuta estera quali l’apertura di un conto bancario speciale e:
• per i non residenti, costituzione di una riserva non superiore al 20% della valuta estera venduta per un periodo non superiore all’anno;
• per i residenti, costituzione di una riserva non superiore al 100% della valuta estera acquistata per un periodo non superiore a 60 giorni dall’acquisto.

Il regolamento n. 1465 – U della Banca Centrale del 29 giugno 2004 disciplina gli obblighi di riserva.
Questi, tuttavia, sono specificati in funzione della tipologia del conto attraverso il quale l’operazione è effettuata e non in funzione della specifica tipologia di transazione. Pertanto, per capire se una data operazione è soggetta a riserva occorre prima individuare se la stessa richiede di essere eseguita tramite un conto speciale. Per i non residenti è posto un obbligo di riserva in relazione all’acquisto in contropartita di soggetti residenti di strumenti di debito emessi in nome della Federazione Russa. Le risorse monetarie accreditate, ai fini dell’effettuazione dell’acquisto, sul conto speciale di tipo S aperto dal soggetto residente e provenienti da un conto non speciale intestato al medesimo presso una banca riconosciuta, sono soggette ad una riserva del 20% per un periodo di 365 giorni.

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