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Banca e finanza

La Banca Centrale

La Banca Centrale della Federazione Russa (Central Bank of the RSFSR) è stata fondata il 13 luglio 1990 sulle ceneri della State Bank dell’Unione Sovietica (State Bank of the RSFSR). Organizzazione, funzioni e poteri sono disciplinati dalla legge di disciplina della Banca Centrale (Federal law on the Central Bank of the Russian Federation) emanata dal Soviet Supremo il 2 dicembre 1990. La disciplina dettata da tale legge attua l’articolo 75 della Carta Costituzionale della Federazione Russa ove è scolpito lo status legale e costituzionale della Banca Centrale. Secondo la lettera dell’art.75 della Costituzione, la Banca Centrale:

• ha la potestà esclusiva in materia di emissione monetaria;
• garantisce la stabilità della divisa domestica, il rublo.

La legge sulla Banca Centrale ne specifica gli obiettivi statutari all’art. 3 e le funzioni all’art. 4. Gli obiettivi della Banca Centrale comprendono, oltre alla difesa della divisa, lo sviluppo ed il rafforzamento
del sistema bancario e la garanzia dell'ordinato ed efficiente funzionamento del sistema dei pagamenti.
La finalità lucrativa, d’altra parte, non rientra tra i fini propri della Banca Centrale.

Nel perseguimento delle suddette finalità, la Banca Centrale:
• è responsabile, di concerto con il governo federale, dell’esercizio della politica monetaria;
• è l’unico istituto di emissione;
• funge da prestatore di ultima istanza per gli enti creditizi;
• ha potestà regolamentare in materia di attività bancaria;
• autorizza l’esercizio dell’attività bancaria (e revoca l’autorizzazione);
• ha potestà regolamentare in materia di funzionamento del sistema dei pagamenti;
• gestisce le riserve estere.

Nell’esercizio delle funzioni legislativamente assegnatele, la Banca Centrale agisce in condizioni d’autonomia. Attributo fondamentale dello status giuridico della Banca centrale, l’autonomia ne caratterizza i rapporti con il potere politico e trova proclamazione nel citato art. 75 della Costituzione.
La legge sulla Banca Centrale attua tale dichiarazione di principio all’art. 1 comma 2 (in cui viene stabilito che la Banca Centrale esercita le funzioni ed i poteri disciplinati dalla costituzione e dalla legge in condizioni d’indipendenza rispetto a qualsiasi organo federale o statale) ed all’art. 2 commi 2 e 3. La condizione d’autonomia trova manifestazione pure sotto il profilo finanziario. Al proposito, lo Stato non assume responsabilità per le obbligazioni della Banca Centrale, che copre le proprie spese con i propri ricavi, e, parallelamente, la Banca Centrale non è responsabile per le obbligazioni dello Stato, salvo che leggi federali non stipulino diversamente. Dal dicembre 1992, inoltre, a seguito della costituzione di un singolo servizio centralizzato di tesoreria responsabile verso il Ministero delle Finanze, la Banca Centrale non è più tenuta a prestare un servizio di cassa per il bilancio federale.

Nel corso del 2002, la Banca di Russia ha partecipato attivamente all’aggiornamento dell’apparato legislativo di disciplina dell’attività delle istituzioni creditizie. La manifestazione più evidente di tale processo è data dagli emendamenti apportati alla legge sulla Banca Centrale. Tali emendamenti rafforzano la potestà regolamentare e di supervisione della Banca Centrale. In particolare:
• si dà pieno riconoscimento al concetto di “gruppo bancario” ai fini dell’attività di vigilanza;
• si attribuisce alla Banca Centrale il potere di definire specifici requisiti di adeguatezza patrimoniale per il gruppo bancario;
• vengono definite le procedure sanzionatorie per le banche che violano le disposizioni sui requisiti patrimoniali;
• si attribuisce alla Banca di Russia il potere di definire specifici standard di onorabilità e professionalità per i soggetti incaricati di assumere cariche esecutive nell’istituzione creditizia.

L’attività di vigilanza della Banca Centrale sul sistema delle banche commerciali è esercitata in prima battuta al momento dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività bancaria e, successivamente, durante l’operatività ordinaria della banca. Finalità dell’attività di supervisione è la garanzia della stabilità e solvibilità delle banche.

Il conseguimento dei suddetti obiettivi è affidato all’applicazione di misure sia qualitative che quantitative.
Le prime trovano traduzione nella definizione di specifici requisiti di professionalità ed onorabilità per i partecipanti al capitale e per coloro che assumono posizioni esecutive nell’istituto creditizio e si applicano:
• in sede di istruttoria in merito alla domanda di autorizzazione all’esercizio dell’attività bancaria;
• in sede di autorizzazione all’assunzione di partecipazioni rilevanti al capitale bancario (infra).

Le misure quantitative mirano ad assicurare che l’istituzione creditizia operi attraverso risorse patrimoniali adeguate e trovano traduzione, in primo luogo, nella definizione di un livello minimo di capitale ai fini dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività e, in secondo luogo, nella definizione di una serie di rapporti (ratios) di adeguatezza patrimoniale e solvibilità attraverso i quali monitorare la gestione bancaria: questi ultimi, in particolare, mirano ad assicurare che la banca operi con livelli di capitale sufficienti in relazione ai rischi assunti ed all’esigenza di garantirne in via continuativa la solvibilità.

Tabella I. Coefficienti di adeguatezza patrimoniale e di solvibilità

Coefficiente di adeguatezza patrimoniale (patrimonio/attivi ponderati per il rischio)

≥ 8%

Limite massimo aggregato per i grandi rischi (rientrano nel concetto di grandi rischi le esposizioni creditizie nei confronti di un singolo cliente in misura superiore al 5% dei mezzi propri)

≥ 800% dei mezzi propri

Capitale proprio/Passività totali

>/= 0,04 per le banche costituite sulla base dei vecchi istituti speciali a controllo statale;
>/= 0,05 per le altre banche commerciali

Attivi liquidi/passività correnti (solo le passività rimborsabili entro 1 mese)

>/= 0,2 per le banche costituite sulla base dei vecchi istituti speciali a controllo statale;
>/= 0,3 per le altre banche commerciali


Con riferimento agli aspetti sopra richiamati, l’opera di regolamentazione intrapresa dalla Banca Centrale è stata particolarmente vivace nell’ultimo biennio e votata all’aggiornamento del set di regole che governano l’attività bancaria.

Sotto il profilo dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività bancaria, la Banca Centrale ha emendato la propria ordinanza n. 75-I
del 1998 sulle procedure di autorizzazione. Le modifiche attengono, in modo particolare, all’ampliamento della platea di soggetti in capo ai quali sono imposti i requisiti di onorabilità ed integrità, includendovi l’amministratore delegato, i membri esecutivi del consiglio di amministrazione e, in generale, i soggetti che rivestono cariche direttive. Vi sono, inoltre, specificate le fattispecie al verificarsi delle quali la Banca Centrale vieta l’acquisizione di partecipazioni rilevanti
(oltre il 20%
del capitale) nell’istituzione creditizia (infra). Coerentemente con la strategia di sviluppo del settore bancario, infine, gli emendamenti alla suddetta direttiva diminuiscono a 5 milioni di euro (dai 10 originari) il capitale minimo richiesto per lo stabilimento di Istituzioni Creditizie controllate da banche estere.

Altre direttive importanti emanate nell’ultimo biennio sono:
• ordinanza n. 1176-U
del 5 luglio 2002 di disciplina del business plan delle istituzioni creditizie. Tale direttiva fissa il contenuto del business plan della banca ed è volta a consentire alla Banca Centrale una puntuale valutazione della fattibilità dei progetti di sviluppo e dell’adeguatezza dei sistemi di controllo dei rischi;
• ordinanza n. 215-P del 10 febbraio 2003 sulle procedure di calcolo dei mezzi propri. Tale ordinanza esclude dal computo dei mezzi propri alcune fonti di fondi e, segnatamente, quelli che derivano da proprietà che i soci apportatori ottengono, direttamente o indirettamente, dalla stessa banca;
• ordinanza n. 232-P
del 9 luglio 2003 sugli accantonamenti a fronte delle perdite attese su crediti. Tale ordinanza amplia il novero dei fattori di rischio sulla base dei quali stimare le perdite presunte;
• ordinanza n. 68-T
del 5 maggio 2003 di disciplina dell’attività creditizia a beneficio di parti correlate.
Tale ordinanza raccomanda alla banca di adottare sistemi di controllo dei rischi più stringenti, nel momento in cui concedono credito a parti correlate; tale attività creditizia, peraltro, non deve aver luogo a condizioni più favorevoli rispetto a quelle applicate alla clientela “ordinaria”.

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