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Lavoro dipendente

Rapporti sindacali

All’interno dell’azienda sono di regola costituiti uno o più sindacati. L’azienda è obbligata a fornire alle organizzazioni sindacali gli strumenti per lo svolgimento della loro attività (luoghi per le riunioni, mezzi di comunicazione, mezzi di trasporto, etc.).

Le organizzazioni sindacali hanno il potere di effettuare ispezioni sul luogo di lavoro, chiedere informazioni e documentazione al datore di lavoro, proporre misure disciplinari.

Per modificare le mansioni di un rappresentante sindacale o trasferirlo ad altra unità produttiva o risolvere il suo rapporto di lavoro, il datore di lavoro deve ottenere il consenso delle associazioni sindacali di cui essi sono membri.

Il lavoratore che abbia cessato la propria attività di rappresentante sindacale non può essere licenziato per un periodo pari a due anni dalla cessazione dell’incarico.

Nel regime precedente esistevano alcuni casi in cui il datore di lavoro, per licenziare un dipendente o approvare un regolamento interno, doveva ottenere l’approvazione del sindacato. Oggi il Codice del Lavoro ha sostituito la necessità dell’approvazione con un obbligo di consultazione. Nel caso in cui il datore di lavoro disattenda il parere espresso dal sindacato, quest’ultimo avrà facoltà di avviare la procedura per vedere accertata l’antisindacalità del comportamento del datore di lavoro o impugnare il provvedimento del datore di lavoro avanti l’Ispettorato Federale del Lavoro.

 

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