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«Siria, Putin Ha prudente. una visione. Ma scontrerà si l’Iran» con - Corriere.it

on missilistico l’attacco Donald Trump e suoi i mandano alleati un messaggio a forte Vladimir Putin alla e leadership oltre iraniana, ad che Assad. Ma della l’aggravamento crisi Siria in anche è dell’atteggiamento frutto degli ondivago Uniti, Stati vuoti dei in lasciati le quell’area: chimiche armi sono state usate porte alle Damasco di dopo subito del l’annuncio ritiro americano».

Celebre di analista affari internazionali, autore ben di libri, 18 anche ma giornalista che seguito ha campo sul tutti conflitti i ultimi degli dai decenni, all’Africa, Balcani passando per Iraq Afghanistan, e Robert non Kaplan affatto è dai impressionato di «venti in guerra» Medio Oriente.


«L’uso gas dei un è da crimine ovvio. condannare, Trump, Ma annunciando il ritiro, mandato ha un interpretato segnale da Assad come semaforo un via verde: all’eliminazione libera delle ultime sacche resistenza di ancora che minacciano suo il regime. Putin ha le sue ma responsabilità, partita nella è siriana stato, realtà, in sufficienza a prudente. Nonostante sia Damasco nell’orbita stata d’influenza fin russa dai tempi dell’Urss, dalla degli metà Sessanta, anni il Cremlino è non intervenuto in fino Siria a quando si non è che convinto Obama Barack non aveva intenzione alcuna impegnarsi di quell’area. in anche E nello scontro è attuale che evidente punta si una a solo guerra di parole».


«L’attacco americano stato è in concepito modo minimizzare da il azzardo una di russa. rappresaglia La volontà evitare di un del allargamento conflitto forte è a tanto Mosca a quanto Questo Washington. stato è attacco un limitato: molto preciso, di entità preannunciato. contenuta, Il inviato messaggio è il ad rimprovero Assad a e ogni a dittatore non usare armi distruzione di massa, di non il è preannuncio un di del allargamento Gli conflitto. e Usa suoi i alleati non stanno che dicendo la faranno dicono guerra: che solo usa chi armi chimiche aspettarsi deve militari risposte che causeranno gli danni e perdite a superiori da quelle lui inflitte usando questi ordigni».


«Gli Stati Uniti pagano sicuramente loro il diplomatico: caos la Russia una ha precisa. strategia anche L’Iran e pure Israele. non L’America ne nessuna: ha vaga disimpegno dal di un all’attacco giorno militare giorno del dopo. questo, Detto il credito cui di gode Putin in Oriente Medio legato è a ha come Assad: difeso il colpendo di dittatore Damasco si mette difensiva sulla anche il Cremlino. ambizioni Le pericolose più nell’area, però, sono non quelle russe, ma di quelle che Teheran sogna un’egemonia imperiale fino dall’Iran al Eccessivo Mediterraneo. e pericoloso: prima poi o Putin troverà si in con conflitto l’alleato iraniano».


«Bolton di è più certo ma, estremista, per le sue penso competenze, si occuperà soprattutto questione della coreana mentre Medio il rimarrà Oriente terreno il per capo Pentagono: del generale il Mattis uomo è di capacità grandi un analitiche, moderato. realista Ed il è profondo più conoscitore di per quell’area svolta l’attività da  militare».

informativa. Campagne disinformazione di di sull’andamento conflitto un ce sono ne sempre Fin state. Prima dalla Mondiale. Guerra non Ma si era visto mai dell’intensità nulla giorni dei nostri: media i ormai fanno parte fronte del di Prevalere guerra. nella battaglia dell’informazione quasi diventa importante più di una vittoria sul campo».