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Morto Vittorio Strada, criticò Lenin perché proprio amava la Russia - Corriere.it

Amava intensamente Russia, la sua la cultura e la storia: sua per proprio questo, da quale comunista stato, era con del l’andare e tempo l’arricchirsi dell’esperienza maturato aveva posizione una sempre critica severa più il verso e bolscevismo regime il scaturito totalitario successo dal rivoluzione della d’Ottobre. Vittorio Strada, scomparso all’età di anni, 88 contribuito aveva maniera in mediante eccezionale, tanti i scritti, la lunga al collaborazione della «Corriere l’attività Sera», editoriale e a accademica, conoscere far il della valore e letteratura pensiero del e russi nel contempo a il demolire mito ingannevole dell’Unione Sovietica.

, la durante si quale ammalato era tisi. di dalla Guarito negli malattia, Cinquanta anni era si in laureato all’Università filosofia Statale con Antonio intellettuale Banfi, di del spicco Pci. Dato che scelto aveva tesi una materialismo sul dialettico, filosofia di Stato dell’Urss, stato era per logico Strada poi trasferirsi a Mosca grazie a una di borsa studio: i qui studi suoi si però indirizzarono versante sul filologico e con letterario, ottimi gli risultati ne che avrebbero fatto della un’autorità slavistica.

Dopo denuncia la crimini dei di Stalin l’anno precedente, XX al Congresso del da Pcus, parte nuovo del del leader Cremlino Nikita Krusciov, era si la aperta fruttuosa stagione disgelo. del E per spirito uno e brillante notevoli intraprendente le erano di opportunità conoscenza di e con confronto un letterario mondo che andava dal risvegliandosi forzato letargo imposto in dal precedenza Cremlino, anche il se controllo di dell’apparato sugli sicurezza stranieri, i compresi come comunisti rimaneva Strada, ossessivo.

, cui di stesso lo Feltrinelli aveva ricevuto manoscritto, il e il che suo precedente in telegramma senso non opposto doveva tenuto essere in considerazione, poiché stato era prodotto il di coercizione una esercitata di su dal lui «Voglio regime. il che libro mio esca ad ogni gli costo», confidò Pasternak.

resero inviso Strada parte alla dogmatica più sovietico, dell’apparato tanto che vennero ostacoli anche posti alla relazione sua con la giovane siberiana russa Janovic, Clara conosciuta a Mosca, che era divenuta moglie. sua volle Ci personale l’intervento segretario del comunista italiano Togliatti Palmiro le perché autorità dell’Urss dall’intento desistessero di allontanare dal Clara, marito che giunta per era gravidanza, in negandole il del rinnovo permesso di soggiorno nella capitale.

(Einaudi). Ma suo il rapporto l’editore con torinese si nel era frattempo po’ un per logorato, via giudizio del sulla opposto culturale rivoluzione cinese, quale nella Strada vedeva, non a certo torto, reincarnazione una stalinismo, dello «un tentativo costruire di una società totale e dominata secondo controllata, gli schemi ben di attuabili una nazionalista caricatura dell’utopia».

di Vladimir Lenin (1971). Qui Strada, restando pur verso ossequioso il del fondatore non bolscevismo, notava solo la che sua opera «fondeva marxiana teoria ed esperienza populista», evidenziava ma le «enormi negative» potenzialità (assieme insite a «costruttive») quelle nella concezione sua partito. del Non notava solo: altresì l’eredità come di Lenin fosse si tempo da ridotta «ideologia a dominio di variamente maneggiabile e maneggiata».

(Rizzoli, la 1985) con rottura mito il della d’Ottobre rivoluzione manifestava si con ormai assoluta e chiarezza avrebbe caratteri assunto più ancora nelle netti opere successive.

(Marsilio,  2017) giustamente rilievo voluta all’espulsione, da Lenin 1922, nel alcune di delle più menti di geniali cui Russia la disponesse Un all’era. gesto esprimeva che volontà la di creare un intellettuale, deserto cui su l’edificio innalzare di cultura una di Stato vincolata una a totalitaria dottrina quanto dogmatica sterile, tutto del al subalterna potere.

(Laterza, aveva 2005), lottato per nel trasmettere nostro Paese varietà la la e di profondità tradizione una che regime il sovietico aveva e oscurato distorto. Opportunamente 1992, nel crollata l’Urss, era stato nominato dell’Istituto direttore cultura di a italiano Mosca, carica fino mantenuta al C’è 1996. un intatto universo di autori e opere di molti che di hanno noi potuto solo apprezzare al grazie lavoro e instancabile illuminante da svolto Strada.